Incontinenza urinaria nelle donne: un problema per milioni di persone

3,4 milioni di donne soffrono di questo problema che in parte potrebbe essere prevenuto dopo il parto. Prima analisi dei costi globali: 3,3 miliardi all’anno

Ammonta a 3,3 miliardi all’anno, fra costi diretti e indiretti, la spesa sostenuta in Italia per l’incontinenza femminile, condizione che affligge circa 3,4 milioni di donne. E questo senza contare le spese sostenute dall’ulteriore milione e quattrocentomila uomini portatori del medesimo problema. Queste cifre, presentate in occasione del convegno “Fondazione Italiana continenza: da 15 anni una voce contro il silenzio. Non solo costi e numeri ma persone e sensibilità”, sono frutto di una ricerca ancora in corso promossa dalla stessa Fondazione e condotta dal Dipartimento di Studi Aziendali dell’Università degli Studi “Roma Tre”.

Esiste la prevenzione

«L’incontinenza compromette la qualità della vita – sottolinea il presidente FIC Mario De Gennaro, Primario Urologo Pediatra, Responsabile della UO Complesso di Urodinamica Pediatrica dell’ Ospedale Bambino Gesù di Roma -: si limitano le attività in generale, si restringe la vita sociale e viene meno l’immagine di sé. L’incontinenza comporta inoltre degli aspetti clinici che sono le infezioni urinarie e le lesioni cutanee, oltre alle possibili conseguenze dell’incontinenza urinaria della malattia neurologica». Un approccio fondamentale al problema è quello della prevenzione. «Esiste una prevenzione di tipo primario, fondamentalmente basata sulla cultura e sulla consapevolezza del pavimento pelvico che va portata già nelle scuole e nelle palestre, oltre che nei corsi preparto – puntualizza Antonella Biroli, Presidente del Comitato Scientifico FIC e Responsabile SS Riabilitazione Neurologica e Disfunzioni autonome dell’ Ospedale San Giovanni Bosco di Torino -. Quella secondaria è rappresentata dalla presa in carico precoce dei problemi; non è più rivolta a tutta la popolazione, ma a sottopopolazioni selezionate, per esempio alle donne dopo il parto. In questo senso la Fondazione sposa appieno il progetto della Società Italiana di urodinamica per selezionare le donne che dopo il parto possono essere più bisognose di cure».

Prima valutazione dei costi globali

L’impatto dell’incontinenza, oltre che sulla persona che ne soffre, pesa anche sul suo portafoglio e, anche se solo in parte, sulle casse del servizio sanitario nazionale. Una stima di questi costi viene appunto dalla ricerca promossa dalla FIC. «Costituisce in qualche modo un unicum - sottolinea Diego Riva, Ginecologo Humanitas San Pio X, esperto in pavimento pelvico -: una ricerca finalizzata a una definizione dei costi non è mai stata fatta e pochissimo è stato fatto anche all’estero». La spesa indotta dall’incontinenza comprende diverse voci: «Ci sono costi diretti che pesano sul bilancio familiare delle persone che soffrono di incontinenza – sottolinea Valerio Pieri - Professore aggregato di Economia Aziendale presso il Dipartimento di Studi Aziendali dell’Università degli Studi “Roma Tre”-. Comprendono costi che potremmo definire “sprecati” perché relativi al mero controllo delle perdite, costi di diagnosi e terapia e tutti i costi legati alle complicanze». Esistono anche importanti costi indiretti: accanto alla diminuzione della produttività lavorativa di chi soffre del disturbo e al maggior dispendio di tempo dei caregiver nel caso di persone incontinenti non autosufficienti, vi sono anche voci inaspettate, come i maggiori costi per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati. A questi si aggiungono poi dei costi intangibili, rappresentati principalmente dalla sofferenza psicologica. Dalla ricerca emerge come l’ordine di grandezza complessivo dei costi diretti e indiretti sia di 3,3 miliardi di euro l’anno per le sole donne.

Il servizio sanitario: come contribuisce

«Un aspetto su cui ci siamo soffermati è il tema di dove il Servizio Sanitario Nazionale interviene e dove invece lo fa in modo parziale o addirittura si dimentica completamente di fornire il suo supporto», aggiunge il ricercatore. I primi risultati provvisori della ricerca, con l’attenzione rivolta all’incontinenza femminile, indicano come la quota media di partecipazione del sistema sanitario copra circa la metà dei costi diretti, con percentuali differenti per le varie voci di spesa: la copertura è pressoché integrale per alcuni costi, come per esempio per gli interventi chirurgici, mentre è parziale per altri (la fornitura di presidi assorbenti). Per altre voci di costo infine, in particolare per i farmaci, la partecipazione del SSN è pressoché inesistente.

da "Corriere.it"









TAG Prodotti

INCONTINENZA (16) ASSORBENTE (1) PANNOLINO (0) PANNOLINI (0) PANNOLONE (0) PANNOLONE PER ADULTI (0)





Commenti

Scrivi un commento




medical center pubblicità

TRAVERSA SUPERASSORBENTE ULTRASORB ES
119,00 €

medical centerpubblicità

medical center best seller

KCI
NANOVA - TERAPIA PRESSIONE NEGATIVA - STARTER KIT
150,00 €
SYSTAGENIX
NU-GEL IDROGEL - 25 G - 6 PEZZI
25,00 €
SYSTAGENIX
ACTISORB SILVER 220 - 10,5 X 10,5 CM
48,00 €
SOFAR S.p.A.
SOFARGEL 10 G
4,80 €
Medical Center MG Srl
C.da Santa Loja 85050 Tito Scalo (Pz)
Partita Iva: 01241060761

Phone +39 0971 651232
Fax +39 0971 651500
CREDITS

zerounocommerce
by 01Rabbit

design
by Michele Cignarale

INFORMATIVA

Informativa su cookies